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34.044 Messaggi in 966 Discussioni- da 464 utenti - Ultimo utente: Linguargentina
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Autore Discussione: [Spoiler] “Il cannocchiale d'ambra”  (Letto 27960 volte)
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Pendragon

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"Con un po' di fatica, sapeva alzarsi da sola."

« Risposta #60 inserita:: 07 Febbraio 2009, 21:01:25 »

Ehm...è stato un periodo un po' incasinato, e ci manco da parecchio, vorrei rispondere un po' ad alcuni di voi  Sorriso

Appunto perché è cresciuta praticamente sola è ancora più triste che perda i genitori dopo aver scoperto di averli e proprio quando poteva sapere cosa provavano davvero per lei.
Non mi pare che Asriel l'abbia trattata con freddezza. S'interessava a tutto, di lei. E che l'ami è palese fin dal primo libro.
Lei stessa, poi, per il St. Sophia, pensa che sì avrà delle amiche, ma che non potrà confidarsi con loro riguardo a ciò che ha passato. E anche questo è triste.
Io credo invece che lo sarebbe stata eccome. Piano piano avrebbero potuto costruire un rapporto. L'esempio è dato dal modo in cui lei piange quando sua madre, dalla soglia della grotta, la supplica di non andare via.
E Asriel... Asriel l'ha amata più di qualsiasi altra cosa.

Dio se sono daccordo. La penso esattamente allo stessissimo modo.


sono una testarda di prima categoria ma rimango dell'idea che il fatto che Lyra sappia guardare avanti le permetta di superare i dolori e di avere una vita felice. Quello che dici è vero, sono la prima ad aver pianto, ma da come l'hai detto sembra che Lyra sia condannata ad un'esistenza colma di sofferenze. Io non la vedo così.

In questo concordo con marymalone. Ha passato quello che ha passato, ma non è ritornata ad avere una sorte migliore, nè peggiore. E' semplicemente un'altra normalità. Diversa, certamente, ma non più o meno elevata.
E comunque, ne ha passate tante Lyra, può affrontare le cose con una maturità che altrimenti non avrebbe avuto. Con una forza maggiore.

Per quanto riguarda il fatto che forse per certi discorsi sul loro amore erano troppo piccoli per farli(che giro di parole che ho fatto), mi trovo ad essere d'accordo, insomma, si dicono frasi come"Non ho mai amato così tanto in vita mia", quanto può aver amato un 12enne per dire una cosa del genere?

Questa cosa mi sembra di averla già detta una volta, quindi per chi ha già letto in passato mi scuso per la ripetizione. 

Quando ti capita di provare un sentimento forte per una persona a 12 anni, che di solito è la prima volta, non capisci bene nemmeno tu cosa provi, non lo sai, perchè ne hai sempre sentito parlare ma non ti sei mai trovato a fare i conti con ciò che è nella realtà.
Questo ti porta a dire parole tanto forti da cercare di eguagliare quello che senti dentro: un qualcosa di cui non conosci niente, non lo sai spiegare, nè gestire...sai solo che è immenso. Non è impossibile a 12 anni, perchè a me è successo, e ne è uscita fuori una storia lunga 6 anni. Sono casi più unici che rari, e sono la prima a dirlo, ma intanto capita. Quindi non credo proprio che fosse esagerato per Lyra e Will...quando l'ho letto mi ci sono riconosciuta completamente, e sono rimasta molto colpita dal fatto che Pullman sia riuscito ad esprimerlo con una tale precisione...comunque è un uomo di 60 anni e a quell'età si dimentica un po' cosa significhi, dicono.  Scioccato

EDIT2 mi sono anche dimenticata di dire, che anche secondo me Asriel era un pò freddo, ma credo che fosse così solo perchè a Lyra non poteva dare una vera famiglia ecc.., ma l'amava. Ce ne sono diverese di dimostrazioni, ad esempio nelle Lanter Slides(scusate se è scritto male), dice che le faceva scattare ogni anno una foto per ternersela per se, e poi, anche se qui ho un dubbio,quando John Fa dice a Lyra che Asriel uccise l'uomo che cercò di ucciderla(marito della Couleter) quando era appena nata e che poi l'aveva messa al Jordan ordinando che Marisa non le si avvicinasse o che se avesse provato a farlo lui avrebbe dovuto saperlo subito, ma ripeto che ho un dubbio anche perchè l'avrebbe potuto fare semplicemente per dare contro alla Coulter.

Non ci scordiamo che, se una persona non ci ama come vorremmo, non significa che non ci ami affatto.
Sembra tanto un buonismo, ma credetemi, non lo è.

« Ultima modifica: 07 Febbraio 2009, 23:44:45 da Pendragon » Registrato

"Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze casuali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e, tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere."
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« Risposta #61 inserita:: 25 Febbraio 2009, 16:46:36 »

Finito Ieri!!!Troppo bello,cattivi Pan e Kirjava a non avvicinarsi a Will e Lyra,non volevano abbandonarli...poveretti...Cmq spero che Pullman scrivi il 4-5-6-7-8-9 etc...di QOM!!!Lyra e Will si devono rincontrare e deve scrivere un libro di loro adolescenti!!!Adesso "La Oxford di Lyra" prossimamente in lettura (forse stasera)
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Vexilla Regis Prodeunt Inferni

« Risposta #62 inserita:: 01 Marzo 2009, 15:49:53 »

Finito Ieri!!!Troppo bello,cattivi Pan e Kirjava a non avvicinarsi a Will e Lyra,non volevano abbandonarli...poveretti...Cmq spero che Pullman scrivi il 4-5-6-7-8-9 etc...di QOM!!!Lyra e Will si devono rincontrare e deve scrivere un libro di loro adolescenti!!!Adesso "La Oxford di Lyra" prossimamente in lettura (forse stasera)

Finalmente ce l'hai fatta! Felice
Personalmente, spero che Pullman non scriva più del dovuto su QOM... i sequel in generale mi stanno un po' di traverso. XD

Quoto pendragon sulla storia dei sentimenti e tutto il resto. Non si è mai troppo giovani. Occhiolino
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il profeta

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« Risposta #63 inserita:: 02 Marzo 2009, 10:34:01 »

per carità,niente sequel fuori luogo,sarebbero la rovina di qom.meglio poche,brevi ed eleganti storielle come la oxford di Lyra
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A volte,nella luce che entra da una finestra,vediamo la vita nell'aria.E la chiamiamo polvere(Stefano Benni)
La Verità è una questione di punti di vista
L'universo si manifesta e scompare senza parole,siamo noi a trovare una voce al suo terribile silenzio.Dal primo grido di paura che l'uomo gettò sulla terra,ogni nostra frase è poco più del lamento di un animale.Possiamo solo ascoltare.
Supra nos silentium siderum.
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"Con un po' di fatica, sapeva alzarsi da sola."

« Risposta #64 inserita:: 02 Marzo 2009, 15:25:57 »

per carità,niente sequel fuori luogo,sarebbero la rovina di qom.meglio poche,brevi ed eleganti storielle come la oxford di Lyra

Concordo.
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Tullio

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« Risposta #65 inserita:: 20 Marzo 2009, 00:45:14 »

mi è venuta in mente una cosa che non mi torna:

all'inizio del libro, Lady Coulbert ha nascosto Lyra agli occhi della Chiesa e del Mondo in una grotta dell'Himalaya.

Lyra era stata "prelevata" in precedenza da un bosco in Cittagazze;
come ha fatto Coulbert a portarla sino in Himalaya?? con quale mezzo?
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chiaryblu

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« Risposta #66 inserita:: 19 Aprile 2009, 21:50:57 »

anke a mesarebbe piaciuto ke nn si separassero.Peccato!è dura lasciare una lettura tanto bella
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Piggy

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« Risposta #67 inserita:: 24 Aprile 2009, 15:30:35 »

Mi son piaciute le parti filosofiche e/o riflessive. Le ho trovate davvero interessanti. Mi piacciono anche i personaggi, la loro caratterizzazione e (in particolare) Lyra e Will mi hanno lasciato un vero e proprio segno nel cuore. Mi piace, in generale, come scrive Pullman.
Cosa non mi è piaciuto?
Una parte della narrazione. Nel secondo libro sembrava che solo il coltello potesse uccidere l'Autorità, ma ne "Il Cannocchiale D'Ambra" è stata uccisa da due semplici umani.
La fine: troppo triste. Mi ha letteralmente spezzato il cuore e,dopo 3 giorni, pur non essendo un tipo "fragile" di mio, sento ancora questo segno indelebile, come se avessi vissuto in prima persona il dramma dei protagonisti(eh, purtroppo-in questo caso, di solito sarebbe "per fortuna"- entro in full immersion quando leggo). Credo ci potevano essere diversi modi per finire la storia, non "era l'unica possibilità" come afferma Pullman. Potevano chiedere all'aletiometrista di Asriel o qualche altro aletiometrista. Potevano comunicare con lo strumento dei gallivespiani, il magnetorisonatore, ingrandito. Poi, per secoli sono rimaste aperte migliaia di finestre e ora non se ne possono lasciare aperte DUE(una sola prima che Will/Lyra muoia)? E la "scelta" di Lyra non è ben spiegata. La "tentazione" da parte di Mary potrebbe essere stata quella di farle conoscere l'amore, e lei avrebbe potuto scegliere tra questo e il sapere e la salvezza(sopravvivenza dopo la morte) degli uomini, cioè la Polvere. L'unico problema è che Lyra non ha compiuto nessuna scelta, ma è stata praticamente costretta a separarsi da Will. Magari non era questa la "scelta"(dubito)e verrà proposta ne "Il Libro della Polvere"(ma ne dubito ancora più fortemente, perchè -e sarebbe fantastico, ma impossibile- questo ne farebbe un seguito di QOM). Insomma, Pullman ha fatto troppi errori per non gettarvici luce, quindi un sequel sarebbe, IMHO, più che apprezzato. Poi credo che il concetto che volesse esprimere fosse questo(tratto dall'ultima pagina):
"Noi saremmo andati con Will e Kirjava, no?(qua crolla la "scelta" e diviene una "costrizione"). [...]
Ma in tal caso non saremmo riusciti a costruire niente. Nessuno può farlo, se mette se stesso davanti a tutto. Noi dobbiamo essere tutte quelle cose difficili: sereni, gentili, desiderosi di sapere, coraggiosi, pazienti e dobbiamo studiare e pensare, e allora costruiremo... La repubblica dei cieli."
Ho cercato a lungo la risposta a questo pensiero, e sono giunto alla conclusione che,per me... non ci sono risposte. Semplicemente, non sono d'accordo con quanto intende esprimere Pullman. Nessuno potrebbe farlo se prima non impara ad amare se stesso. Allora sì, conoscendo se stessi si può arrivare a conoscere il mondo e ad ampliare verso gli altri questo concetto di conoscenza. Lyra doveva seguire i suoi sentimenti e doveva costruire una repubblica nel suo mondo come Will nel suo, ma rimanendo uniti. Pullman poteva farlo, il mondo di "Queste Oscure Materie" l'ha in mano lui. Decide lui. Ma non l'ha fatto.
Per questo non mi è piaciuto il finale.
Io spero che Pullman faccia incontrare ancora Will e Lyra, magari ne "Il libro della Polvere". Alla domanda "Si rincontreranno mai?" ha risposto: "Non lo so", quindi una tenue speranza vi è. E "Il Cannocchiale D'Ambra" era il terzo libro di "Queste Oscure Materie", ma non è mai stato scritto che fosse quello di chiusura, quindi dei sequel sono probabili e non da escludere.
Il loro re-incontro non rovinerebbe nulla. E se fosse considerato un errore farlo, non lo sarebbe effettivamente, poichè due errori si annullano, e l'errore è stato proprio doverli separare e concludere in tal modo(con tutti questi "buchi" e queste incongruenze)il terzo libro.
Aspetto e spero.
« Ultima modifica: 24 Aprile 2009, 21:39:11 da Piggy » Registrato
Abraxas

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Vexilla Regis Prodeunt Inferni

« Risposta #68 inserita:: 25 Aprile 2009, 13:52:12 »

E "Il Cannocchiale D'Ambra" era il terzo libro di "Queste Oscure Materie", ma non è mai stato scritto che fosse quello di chiusura, quindi dei sequel sono probabili e non da escludere.

A mio parere, il Cannocchiale è stato scritto così non in vista di un sequel (che io scongiuro in tutti i modi), ma per sottolineare che la storia dei protagonisti non è ancora finita, che quello che hanno vissuto era solo un infinitesimale pezzo dell'avventura che è la vita. Progettandosi come un continuo del Paradiso Perduto di Milton, tra l'altro, QOM si chiude con uno sguardo speranzoso al futuro nonostante il dolore e i sacrifici del passato, rimandando alla scena finale del Paradiso in cui ormai Adamo ed Eva sono pronti per abbandonare il Paradiso Terrestre e a condrre una nuova vita.

Lyra doveva seguire i suoi sentimenti e doveva costruire una repubblica nel suo mondo come Will nel suo, ma rimanendo uniti. Pullman poteva farlo, il mondo di "Queste Oscure Materie" l'ha in mano lui. Decide lui. Ma non l'ha fatto.
Per questo non mi è piaciuto il finale.
Io spero che Pullman faccia incontrare ancora Will e Lyra, magari ne "Il libro della Polvere".

Secondo me è qui che ti sbagli. Io spero che Lyra e Will non si rincontrino, e, se mai lo faranno, spero che non sia una forzatura letteraria. Vedi, tu dici che Pullman ha in mano il mondo di QOM e quindi può decidere tutto lui, ma non è vero. Philip Pullman è un ottimo scrittore anche perchè ha saputo creare un universo vivo. Lui non avrebbe potuto assolutamente far rimanere insieme Lyra e Will, perchè ormai il mondo che aveva creato aveva preso il sopravvento su di lui. Pullman è l'esempio di come lo scrittore inventi i personaggi, ma poi i personaggi diventano talmente reali che la storia è in mano a loro, non più allo scrittore in sè. Spero di essermi spiegato.
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Piggy

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« Risposta #69 inserita:: 25 Aprile 2009, 15:48:21 »

Ma è proprio questo il problema. Ha forzato lui stesso la narrazione per completare la citazione. Ha voluto inserire un "giardino", quello botanico, e ha trovato il modo di farlo. Peccato che questo non fosse quello più propriamente corretto per collegare il resto della narrazione al finale.

Comunque sì, ti sei spiegato, ma non condivido comunque. Anzitutto io stesso avrei potuto inventare situazioni plausibili per continuare e far finire nel modo migliore la storia, non vedo perchè non ci possa essere riuscito anche Pullman. In generale, mi pare un concetto che non sta nè in cielo nè in terra. Se fosse un buon scrittore(non tolgo che lo sia, ma potrebbe essere uno scrittore migliore)avrebbe comunque creato LUI le situazioni finali così come ha creato le situazioni che l'hanno portato fino a quel punto della narrazione. Anzi, il fatto della separazione sembra proprio una forzatura letteraria, poichè se fosse come dici tu, Lyra e Will avrebbero deciso di stare insieme. Lyra non ha deciso un bel nulla, è stata costretta dalle circostanze create dallo stesso Pullman a separarsi. Poi visto che non sono altro che personaggi puramente fantastici e non realmente vivi, dipendono unicamente dalla fantasia di Pullman che, a quanto pare, si è affievolita nel corso degli anni.
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Vexilla Regis Prodeunt Inferni

« Risposta #70 inserita:: 27 Aprile 2009, 19:37:26 »

Piggy, ti rispondo qui, non nella discussione sui libri, che sennò andiamo OT. Occhiolino

Lyra non ha deciso un bel nulla, è stata costretta dalle circostanze create dallo stesso Pullman a separarsi.

Ma scusa. Il passaggio logico fila liscio: Lyra e Will hanno scoperto che i Daimon se non stanno nel loro mondo si ammalano, quindi ---> decidono di separarsi. Sarebbero potuti rimanere insieme, certo, ma con delle necessarie conseguenze.

Poi visto che non sono altro che personaggi puramente fantastici e non realmente vivi, dipendono unicamente dalla fantasia di Pullman che, a quanto pare, si è affievolita nel corso degli anni.

Ancora. Ti ripeto che per me non è assolutamente così. Uno scrittore mediocre crea personaggi e li guida come burattini. Uno bravo scrittore tira fuori dalla sua testa personaggi vivi, su cui lui ad un certo punto non ha più alcun potere. Occhiolino

(Esempio: Pullman stesso nell'intervista nel dvd extra della Bussola afferma di aver inizato a scrivere la Bussola, ma di essersi subito accorto che qualcosa "non funzionava". Ora, se fosse come dici tu, avrebbe fatto funzionare la storia anche così com'era. No, perchè la storia che voleva raccontare richiedeva un elemento fondamentale: i daimon. Continuando, Pullman dice che non sapeva fin da subito cosa fossero, sapeva solo che ci dovevano essereSorriso )


Per quanto riguarda il fatto che la scelta di Lyra non sia ben spiegata, c'è già stata in questo forum una discussione al riguardo, non ricordo se in questo o in un altro topic. Ripeto quello che dissi allora: sono d'accordo anche io che, ad una prima lettura, non sia evidente la scelta della protagonista. Tuttavia, il fatto che non ci sia scritto "Attenzione, la seguente è la scelta che Lyra si trova a compiere" non implica che la scelta non ci sia. Semplicemente, sta al lettore cogliere le sfumature. Vuoi mettere un libro che ti fa riflettere così tanto?

Ad un certo punto dici: "E la "scelta" di Lyra non è ben spiegata. La "tentazione" da parte di Mary potrebbe essere stata quella di farle conoscere l'amore, e lei avrebbe potuto scegliere tra questo e il sapere e la salvezza(sopravvivenza dopo la morte) degli uomini, cioè la Polvere. L'unico problema è che Lyra non ha compiuto nessuna scelta, ma è stata praticamente costretta a separarsi da Will"
Sbagli a mio parere quando affermi che non Lyra non ha compiuto alcuna scelta. Non ha forse scelto di mangiare la fragola, di conoscere l'amore? E in quel momento non era affatto costretta dalle circostanze (è un discorso diverso dalla separazione dei due, non capisco perchè tu li abbia menzionati insieme).


Per le altre due presunte incongruenze che citi (quella della Lama e quella delle finestre), la mia memoria purtroppo è molto scarsa (è arrivata l'ora di ripassarmi QOM... ). Dammi il tempo di ricontrollare e ti risponderò. Occhiolino
« Ultima modifica: 27 Aprile 2009, 19:51:31 da Abraxas » Registrato



Piggy

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« Risposta #71 inserita:: 27 Aprile 2009, 20:07:30 »

Ma scusa. Il passaggio logico fila liscio: Lyra e Will hanno scoperto che i Daimon se non stanno nel loro mondo si ammalano, quindi ---> decidono di separarsi. Sarebbero potuti rimanere insieme, certo, ma con delle necessarie conseguenze.
E questa non è una circostanza creata dallo stesso Pullman per evitare che stiano insieme? Vorrei ben vedere, la morte andava addirittura oltre al loro amore. La scelta non c'è. "O non ti seguo o ti seguo e muoio" è un passaggio forzato, non una scelta. E anche se fosse come dici tu, ricordi cosa aveva "scelto" Lyra? Di morire per Will. Ma è stato quest'ultimo,e non Lyra, a "scegliere" di non farla morire. E tutte le altre circostanze andavano a tappare irrimediabilmente ogni altra possibile decisione.
Si poteva creare di meglio per un finale, dai.
E le finestre?
E la lotta "decisiva"(si fa per dire) contro l'Autorità?
Queste non sono incongruenze?
QOM è un la mia trilogia preferita, intendiamoci, ma ritengo che con il Cannocchiale D'Ambra abbia parzialmente rovinato quanto di prezioso raccolto negli altri due libri.
 
Citazione di: Abraxas
Ancora. Ti ripeto che per me non è assolutamente così. Uno scrittore mediocre crea personaggi e li guida come burattini. Uno bravo scrittore tira fuori dalla sua testa personaggi vivi, su cui lui ad un certo punto non ha più alcun potere. Occhiolino

(Esempio: Pullman stesso nell'intervista nel dvd extra della Bussola afferma di aver inizato a scrivere la Bussola, ma di essersi subito accorto che qualcosa "non funzionava". Ora, se fosse come dici tu, avrebbe fatto funzionare la storia anche così com'era. No, perchè la storia che voleva raccontare richiedeva un elemento fondamentale: i daimon. Continuando, Pullman dice che non sapeva fin da subito cosa fossero, sapeva solo che ci dovevano essereSorriso )
E io ti ripeto che continuo a non pensarla così.
Avevo letto di quell'intervista, ma per quanto mi risulta Pullman li aveva inclusi perchè il primo capitolo risutava piuttosto sotto tono senza qualcuno che dialogasse con Lyra. Poi ha saputo sviluppare bene questi "daimon", che sono comunque un'idea geniale e realistica.
Mi stai dicendo che i personaggi prendono possesso della mano di Pullman e si scrivono da soli la storia.  Ghigno Ovvio che procedendo nella narrazione si creano circostanze e il carattere dei personaggi(così come è stato creato comunque dall'autore) influenzi sulle loro decisioni. Ma,imho, la bravura di uno scrittore si misura anche nel modo in cui riesce a sviluppare tali dinamiche.

Non sto criticando il modo di scrivere di Pullman. Sto criticando il finale e le incongruenze sopraelencate scritte da Pullman. Proprio perchè lo reputo un buon scrittore, mi lascia perplesso il fatto che non abbia potuto fare diversamente per colmare quelle lacune.
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"Con un po' di fatica, sapeva alzarsi da sola."

« Risposta #72 inserita:: 28 Aprile 2009, 14:56:32 »

Salve...scusatemi se mi intrometto nella conversazione..

Piggy...il finale triste non rovina la bellezza della trilogia, anzi...è proprio una delle sue caratteristiche principali! Propro come hai detto tu, dopo averla letta ti rimane un vuoto dentro che davvero POCHI autori riescono a suscitare. Inoltre, quando uno scrittore scrive un romanzo, è come un Dio che crea l'universo: può fare tutto quello che vuole, a suo piacimento.
Ora non deve per forza scrivere un altro finale in cui si reincontrano solo per "apparare" la situazione. Come se la Rowling scrivesse un Harry Potter 8 in cui tutti i morti tornano in vita!  Scioccato La storia è andata così...e, in quel mondo, non è nemmeno inverosimile! E' più che azzeccata!
Se poi vuoi una storia a lieto fine c'è la saga di Twilight a disposizione: tutti i maschi innamorati di tutte le femmine, insieme per l'eternità -.-

Inoltre, credo che se Will e Lyra fossero rimasti insieme, un po' del valore morale dell'opera sarebbe andato perso.
Il Dio di Pullman è un dittatore, non lascia libero arbitrio ai popoli; Lyra deve combattere per costruire la Repubblica dei Cieli, seguendo le orme del padre.
Non può, obiettivamente, essere una passeggiata! Deve farlo al prezzo di qualcosa...ha scoperto l'amore (e qui non sono daccordo con Abraxas; non ha scelto di mangiare il frutto...quando ti trovi in quella situaione viene tutto naturale, la razionalità va a farsi friggere -.-) e ora DEVE rinunciarci per un ideale più grande.
Come Lord Asriel e la Signora Coulter si sono sacrificati completamente per lei, ora Lyra deve sacrificare una parte di sè per un universo intero.
E' così che deve andare...
Poi, se si reincontrassero dopo qualche anno lei e Will, non potrei far altro che apprezzare.
Dopotutto, sono comunque una romanticona. 
« Ultima modifica: 28 Aprile 2009, 14:58:21 da Pendragon » Registrato

"Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze casuali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e, tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere."
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« Risposta #73 inserita:: 28 Aprile 2009, 15:29:18 »

Figurati, i topic son fatti apposta.  Occhiolino
Edit:Abraxas, non avevo notato il tuo edit.
Citazione di: Abraxas
Sbagli a mio parere quando affermi che non Lyra non ha compiuto alcuna scelta. Non ha forse scelto di mangiare la fragola, di conoscere l'amore? E in quel momento non era affatto costretta dalle circostanze.
Sì ma non era quella la scelta decisiva che voleva far intendere Pullman.
Avrebbe dovuto essere(perchè imho non c'è stata nessuna scelta) quella della separazione.
Magari fosse stata quella che citi, la scelta.
Ora non deve per forza scrivere un altro finale in cui si reincontrano solo per "apparare" la situazione. [...]La storia è andata così...
Certo, non sto dicendo che debba scrivere un altro finale, dico che poteva essere meglio. Poi non è che tutta la trilogia sia sempre stata rose e fiori, anzi. Proprio come Harry Potter, che tu hai citato e che io non ho letto   Ghigno(seppur ne conosco la trama),solo che lì il lieto fine c'è stato e non mi pare che fosse un finale poco apprezzabile.
non è nemmeno inverosimile! E' più che azzeccata!
Insomma... Sembra che abbia forzato l'intera narrazione per farla finire a quel modo.
Ha pure creato l'incongruenza delle finestre.
Inoltre, credo che se Will e Lyra fossero rimasti insieme, un po' del valore morale dell'opera sarebbe andato perso.
Dipende da quale valore morale si vuole comunicare. Con l'amore avrebbe potuto comunicare un messaggio anche di gran lunga superiore, ma questo dipende da scrittore a scrittore o meglio, da persona a persona.
Lyra deve combattere per costruire la Repubblica dei Cieli, seguendo le orme del padre.
Non può, obiettivamente, essere una passeggiata! Deve farlo al prezzo di qualcosa...ha scoperto l'amore [...] e ora DEVE rinunciarci per un ideale più grande.
Ma non sono per nulla d'accordo. La felicità o gli ideali non sempre richiedono un sacrificio per essere raggiunti. Richiedono sforzi, impegno e volontà, ma non necessariamente sacrifici. Come per raggiungere un'ideale fragola: non bisogna necessariamente passare sulle ortiche per raccoglierla. Credo che la differenza stia nel riuscire a scorgere e ad agire di conseguenza. Ma anche questo dipende da persona a persona, e ti ricordo che
Il Dio di Pullman è un dittatore
e non riesco a comprendere come tu possa vederlo come una cosa positiva.
Poi, se si reincontrassero dopo qualche anno lei e Will, non potrei far altro che apprezzare.
Dopotutto, sono comunque una romanticona. 

Su questo siamo completamente d'accordo.  Sorriso
« Ultima modifica: 28 Aprile 2009, 15:46:16 da Piggy » Registrato
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"Con un po' di fatica, sapeva alzarsi da sola."

« Risposta #74 inserita:: 28 Aprile 2009, 20:16:27 »

Figurati, i topic son fatti apposta.  Occhiolino
Certo, non sto dicendo che debba scrivere un altro finale, dico che poteva essere meglio. Poi non è che tutta la trilogia sia sempre stata rose e fiori, anzi. Proprio come Harry Potter, che tu hai citato e che io non ho letto   Ghigno(seppur ne conosco la trama),solo che lì il lieto fine c'è stato e non mi pare che fosse un finale poco apprezzabile.

Non ti pare che fosse un finale poco apprezzabile??
Harry sconfigge Voldemort e il bene trionfa, ok...durante la battaglia, per proteggere lui, MUOIONO...uhm (abraxas correggimi se sbaglio) più o meno 15 persone tra amici e parenti.
Lyra deve rinunciare al primo amore per creare i "presupposti" per la Repubblica dei Cieli.
A confronto, non mi pare chissà quale rinuncia. E so di che parlo, credimi.

Insomma... Sembra che abbia forzato l'intera narrazione per farla finire a quel modo.
Ha pure creato l'incongruenza delle finestre.

Vabbè, questa è un'impressione tua...

Dipende da quale valore morale si vuole comunicare. Con l'amore avrebbe potuto comunicare un messaggio anche di gran lunga superiore, ma questo dipende da scrittore a scrittore o meglio, da persona a persona.

Guarda che è un gesto di PURO amore quello di separarsi, per permettere ad entrambi di vivere una vita piena e felice.
Sarebbe stato EGOISTA da parte di Lyra accettare che Will venisse nel suo mondo e viceversa.
L'amore non si dimostra solo stando insieme.

"Il Dio di Pullman è un dittatore" e non riesco a comprendere come tu possa vederlo come una cosa positiva.

No no no, aspetta un attimo.
Se ho dato l'impressione di trovare la cosa positiva, allora non so scrivere.  Scioccato
Riformulo il concetto di prima, spero di spiegarmi meglio:
analizzando Queste Oscure Materie, si notano le analogie con Il Paradiso Perduto di John Milton. Una di queste è la trama stessa:
Satana = Lord Asriel (lotta per la ragione, per la libertà di scelta)
Dio = Metraton (SERVO ARBITRIO, oppressione)
Ora, nel Paradiso Perduto Dio vince, perchè crea l'Inferno e ci rinchiude Lucifero dentro. In Pullman vince la ragione sull'oppressione: Metraton (Dio) muore, ucciso da Lord Asriel (Satana), e ora Lyra ha il compito di creare la Repubblica dei Cieli: un universo in cui nessuno è oppresso da regole, in cui tutt devono vivere una vita PIENA, non "mortificata dalla religione" (cit. Nietzche) per raccontarla e ricongiungersi al mondo.

Come hai fatto a capire che vedessi la dittatura del Dio di Pullman come una cosa positiva?? Scioccato
« Ultima modifica: 28 Aprile 2009, 20:26:26 da Pendragon » Registrato

"Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze casuali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e, tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere."
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« Risposta #75 inserita:: 28 Aprile 2009, 22:00:00 »

Salve...scusatemi se mi intrometto nella conversazione..

Figurati, sei la benvenuta! Ghigno

Come se la Rowling scrivesse un Harry Potter 8 in cui tutti i morti tornano in vita!  Scioccato

MAI SIA!

Per la storia dell'incongruenza delle finestre: ci sto ancora guardando.
Per la storia dell'incongruenza della Lama: ma sbaglio o è stato Will a liberare l'Autorità dalla teca (che era, una teca?)? Se è stato Will, ---> la Lama ha distrutto l'Autorità.
Ritorniamo alle piccole sfumature che rendono un libro meraviglioso.  Ghigno


Non può, obiettivamente, essere una passeggiata! Deve farlo al prezzo di qualcosa...ha scoperto l'amore (e qui non sono daccordo con Abraxas; non ha scelto di mangiare il frutto...quando ti trovi in quella situaione viene tutto naturale, la razionalità va a farsi friggere -.-) e ora DEVE rinunciarci per un ideale più grande.

Ma questo dipende tutto dal concetto di scelta. Per me le scelte mica sono solo razionali: sono scelte anche le azioni prese di istinto, per me.  Occhiolino

E io ti ripeto che continuo a non pensarla così.
Avevo letto di quell'intervista, ma per quanto mi risulta Pullman li aveva inclusi perchè il primo capitolo risutava piuttosto sotto tono senza qualcuno che dialogasse con Lyra. Poi ha saputo sviluppare bene questi "daimon", che sono comunque un'idea geniale e realistica.
Mi stai dicendo che i personaggi prendono possesso della mano di Pullman e si scrivono da soli la storia.  Ghigno Ovvio che procedendo nella narrazione si creano circostanze e il carattere dei personaggi(così come è stato creato comunque dall'autore) influenzi sulle loro decisioni. Ma,imho, la bravura di uno scrittore si misura anche nel modo in cui riesce a sviluppare tali dinamiche.

A questo punto è una questione di gusti e pareri differenti. Uniquique suum. Occhiolino

Certo, non sto dicendo che debba scrivere un altro finale, dico che poteva essere meglio. Poi non è che tutta la trilogia sia sempre stata rose e fiori, anzi. Proprio come Harry Potter, che tu hai citato e che io non ho letto   Ghigno(seppur ne conosco la trama),solo che lì il lieto fine c'è stato e non mi pare che fosse un finale poco apprezzabile.

Credevo si fossero estinti questi scrafiatori di HP... 
Ti ha già spiegato Pendragon che nella serie, e soprattutto nell'ultimo libro, i personaggi cadono come spighe sotto la falce della Rowling. E se vuoi ti motivo pure tutte le morti, una ad una. Infine, non hai idea che prezzo abbia quello che tu chiami lieto fine di HP (che è quanto di più apprezzabile e desiderabile, ti assicuro). Solo chi s'è bevuto tutte le pagine dalla prima della Pietra all'ultima dei Doni lo sa. Ma meglio tornare IT.  Occhiolino

Ma non sono per nulla d'accordo. La felicità o gli ideali non sempre richiedono un sacrificio per essere raggiunti. Richiedono sforzi, impegno e volontà, ma non necessariamente sacrifici. Come per raggiungere un'ideale fragola: non bisogna necessariamente passare sulle ortiche per raccoglierla. Credo che la differenza stia nel riuscire a scorgere e ad agire di conseguenza.

Non sempre, ma evidentemente in questa storia sì: evidentemente è necessario far vedere quanto sia importante prendere decisioni. E Pullman costruendo così la trama fa onore a se stesso: nello scrivere un'opera che celebri l'uomo in sè e nelle sue limitate ma grandissime possibilità, lascia che a decidere siano i suoi personaggi, come veri uomini, senza intervenire facilitando la narrazione e rendendo tutto rose e fiori (intervento che creerebbe una reale contraddizione nella struttura dell'opera).


Guarda che è un gesto di PURO amore quello di separarsi, per permettere ad entrambi di vivere una vita piena e felice.
Sarebbe stato EGOISTA da parte di Lyra accettare che Will venisse nel suo mondo e viceversa.
L'amore non si dimostra solo stando insieme.

Quoto. E poi uno di loro avrebbe dovuto rinunciare a costruire la Repubblica nel proprio mondo per seguire l'altro. E allora 'sta fatica che l'avevano fatta a fare...

Non ti pare che fosse un finale poco apprezzabile??
Harry sconfigge Voldemort e il bene trionfa, ok...durante la battaglia, per proteggere lui, MUOIONO...uhm (abraxas correggimi se sbaglio) più o meno 15 persone tra amici e parenti.

Per scrupolo non li ho mai contati...

(Stupendi i parallelismi e le riprese con il Paradiso, brava Pen!^^)

Detto tutto questo, credo si sia capito che anche io sono un romantico. A modo mio.
« Ultima modifica: 28 Aprile 2009, 22:02:51 da Abraxas » Registrato



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« Risposta #76 inserita:: 29 Aprile 2009, 07:22:41 »

E poi uno di loro avrebbe dovuto rinunciare a costruire la Repubblica nel proprio mondo per seguire l'altro. E allora 'sta fatica che l'avevano fatta a fare...

E' vero, non ci avevo pensato!! Sarebbe stato proprio..."controproducente" (in attesa che il mio cervello partorisca un termine più adatto  ) seguire l'uno o l'altra, perchè non avrebbero potuto costruire un bel niente!
E ora che ci penso, mi pare che Lyra dica la stessa cosa a Will, sulla spiaggia..
In tal caso, Lord Asriel e la signora Coulter sarebbero morti assolutamente invano... Triste (questo è uno shock che ancora non ho superato... eheh)
« Ultima modifica: 29 Aprile 2009, 07:23:47 da Pendragon » Registrato

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« Risposta #77 inserita:: 29 Aprile 2009, 16:37:59 »

Citazione di: Pendragon
1)Guarda che è un gesto di PURO amore quello di separarsi, per permettere ad entrambi di vivere una vita piena e felice.
2)Sarebbe stato EGOISTA da parte di Lyra accettare che Will venisse nel suo mondo e viceversa.
3)L'amore non si dimostra solo stando insieme.

1)E' stato puro amore tutto il loro rapporto. La separazione è stato lo scindere il rapporto, magari anche la scissione stessa potrebbe essere un gesto d'amore, va bene, ma l'ha reso estremamente fugace e privo di ulteriori sviluppi.
2)Questo non l'ho mai escluso. Un finale con loro uniti ma costretti a veder patire l'altro sarebbe stato ancora peggio. Io sto affermando che Pullman avrebbe potuto creare un finale migliore e non perdendoci nulla, anzi comunicando un messaggio migliore, dal punto di vista filosofico. Le carte per farlo le aveva.
3)Ma si dimostra principalmente con la condivisione.
Citazione di: Pendragon
E' vero, non ci avevo pensato!! Sarebbe stato proprio..."controproducente" (in attesa che il mio cervello partorisca un termine più adatto ) seguire l'uno o l'altra, perchè non avrebbero potuto costruire un bel niente!
Avrebbero potuto costruirla indipendentemente vedendosi di tanto in tanto, oppure costruirle contemporaneamente insieme, dal momento che avrebbero dovuto comunque cambiare mondo di tanto in tanto per restare sani.
« Ultima modifica: 29 Aprile 2009, 16:38:52 da Piggy » Registrato
Abraxas

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Vexilla Regis Prodeunt Inferni

« Risposta #78 inserita:: 29 Aprile 2009, 19:08:24 »

2)Questo non l'ho mai escluso. Un finale con loro uniti ma costretti a veder patire l'altro sarebbe stato ancora peggio. Io sto affermando che Pullman avrebbe potuto creare un finale migliore e non perdendoci nulla, anzi comunicando un messaggio migliore, dal punto di vista filosofico. Le carte per farlo le aveva.

Sarò duro, ma ancora non ho capito cosa intendi tu con questo "migliore"  Sorriso
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« Risposta #79 inserita:: 29 Aprile 2009, 19:34:34 »

Sarò duro, ma ancora non ho capito cosa intendi tu con questo "migliore"  Sorriso
Un finale che non lasciasse tanti dubbi, un finale che potesse essere all'altezza del resto dell'opera. Posso capire che molti di voi l'abbiano apprezzato, si siano adeguati ad esso,per così dire; ma ritengo che Pullman avrebbe potuto fare di meglio, creare una conclusione che non facesse separare i due, pur mantenendo un filo logico, un concetto filosofico e una profondità psicologica degna della trilogia. Certo, il finale attuale lascia "un vuoto" dentro, pochi scrittori son in grado di suscitare tali emozioni. Ma è poi un bene? Ciò che non mi va giù è che abbia nettamente troncato un sentimento puro e descritto nel miglior modo immaginabile; per esprimere un concetto che avrebbe potuto essere spiegato in altro modo oppure essere sostituito con uno propriamente migliore,più ricercato e meno forzato. Non riuscivo a credere di aver finito il libro. Non riuscivo a capire come avesse potuto finire così.
C'è un senso di angoscia, come una senzazione che la storia di Lyra vada avanti,sì, ma che ella sia terribilmente e irrimediabilmente sola; e se provavo a immaginarla in futuro con Will(perchè è così che volevo che finisse, perchè è giusto che finisse così, in quanto è ingiusto il modo in cui è finito realmente)mi vedevo ogni opzione tappata da cosa? Da un'incongruenza. Le finestre. E poi? Mi pare ci fosse una frase che riportava "Will in tarda età se la sarebbe ricordata sempre con quel fagotto di velluto nero"; come "in tarda età"?E la fantasia e il pensiero del lettore, componente essenziale, che fine fanno? E restano anche troppe domande senza risposta: l'amico di Will che ha fatto pratica della dimensione della fantasia(magari sono io che non l'ho capito), la "tenue speranza" che vedeva Xefania sul loro futuro(...)..
Non mi va giù,semplicemente. Si poteva fare di meglio, lo ripeterò sempre, so che Pullman ne sarebbe stato in grado. E lo spero, visto che esiste ancora una "piccola" cosa chiamata Il Libro della Polvere.

Poi potete sempre non pensarla come me, del resto il libro ha suscitato in tutti qualcosa di diverso.
« Ultima modifica: 29 Aprile 2009, 19:35:45 da Piggy » Registrato
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