Sono mancata per tantissimo tempo... la vita che anche se non vogliamo prende il sopravvento.

Ho appena finito di leggere il Cannocchiale... e devo dire che sono rimasto piuttosto scioccato!

La cosa interessante è che quello che ho notato io sembra non averlo notato quasi nessun altro... a parte te. Però vedo che tu hai 30 anni (28 quando rispondevi a questi messaggi), e quindi mi chiedo se non sia proprio questo il motivo: bambini e ragazzi dell'età di Lyra che hanno letto il Cannocchiale, probabilmente (sperabilmente!

) non hanno colto le allusioni di Pullman... che pero' secondo me sono assolutamente evidenti! Quello che fanno Lyra e Will è semplicemente
impensabile a 12 anni!
Sì, avevo 28 anni quando ho letto i libri... ma non è stata l'età a farmi vedere certe cose che magari ad altri sfuggono, bensì il bagaglio di letture enorme, sin da bambina. I libri mi hanno allenato a vedere fra le righe.
Comunque...
Beh, no, non è impensabile a 12 anni.
Piuttosto si spera che lo sia, nella vita reale. Ma a prescindere un attimo dagli eventuali atti... anche solo i discorsi che fanno sono molto profondi, forse, e dico forse, un po' troppo per ragazzi della loro età, ma è anche vero che il contesto in cui vivono è del tutto eccezionale.
Il fatto che in questo thread scrivano (e leggano) molti ragazzini delle medie (e forse anche delle elementari? C'e' qualcuno qui che ha meno di 12 anni?) mi trattiene dal parlare apertamente della faccenda... Pero' mi pare evidente, dopo aver letto i tre romanzi, che Pullman è vittima di una cosa che definirei "frustrazione da privazione in età infantile". Cioè, Pullman sembra "gravemente infastidito" dal fatto che quando era bambino, "per colpa della Chiesa", gli è stato impedito di godersi "ogni senso e ogni sentimento positivo".
Credo che quanto sopra sia ciò intorno a cui ruota l'intera trilogia.... il che non è bello, perchè è un cumulo di sciocchezze!
(1) Qui Pullman "confessa" che quando nella Bussola parlava di Magisterium, in realtà parlava della Chiesa. Nel primo libro forse temeva ripercussioni e denunce; poi forse, visto il successone del romanzo (tra gli atei?), ha deciso di scoprire le carte.
Cumulo di schiocchezze?
Beh... no.
Che la Chiesa sia stata, spesso sia ancora, fonte di costrizioni e non conosca quella "carità cristiana" di cui tanto si riempie la bocca è innegabile.
Ora, ovvio che non si può fare di tutta l'erba un fascio... al suo interno ci sono tante persone buone che mettono la propria vita al servizio del prossimo... ma che la mentalità medievale sia forse ancora predominante... ci viene mostrato quasi ogni giorno proprio dalla persona che ne è a capo. E non solo lui.
Veramente che il Magisterium sia la Chiesa è palese fin dal primo libro.
Cos'altro avrebbe potuto essere? Già solo la parola Autorità spiega tutto, da cosa si parte, a cosa si rimanda e dove si andrà a parare.
(2) Qui non si capisce assolutamente di cosa stia parlando Pullman... a meno che non si pensi a "una certa cosa", al che diventa tutto chiaro, visto che le uniche cose che la chiesa vieta sono scritte nei 10 comandamenti: non rubare, non uccidere, non mentire, ... Non mi sembra ci sia niente di male a indurre le persone a non fare queste cose! Infatti, Chiesa o non Chiesa, religione o non religione, in qualunque società civile ci sono leggi che tendono a reprimere e controllare l'impulso naturale che ogni individuo ha a rubare e mentire: ai bambini piccoli bisogna insegnare il significato di "mio" e "suo", perchè ogni bambino, di per sè, pensa che tutto sia "suo"; e ogni persona è portata a mentire, per un motivo o per un altro (a volte "buoni", a volte "cattivi"). Quanto all'uccidere... sappiamo tutti quanto all'Uomo piaccia questa attività! evil
...
(4) E qui diventa tutto chiaro: o Pullman è un delinquente che ama rubare, mentire e ammazzare.... oppure è solo uno (dei tanti ) a cui piace fare "certe cose che la Chiesa vieta", e probabilmente è stato educato al cattolicesimo per i primi 20 o 30 anni della sua vita, ed è rimasto fino a quell'età nella convinzione che "fare certe cose l'avrebbe fatto andare all'inferno"; perciò quando finalmente l'ha fatto, ha "scoperto" di essere stato privato per anni di questa "cosa bellissima"; e ora probabilmente pensa che è colpa della chiesa se non ha potuto "pomiciare" con le sue amichette delle elementari... Sì, perchè fondamentalmente quello che traspare continuamente nei 3 romanzi è proprio questo!

Questo, e un'altra cosa: l'odio incondizionato per la Chiesa, per Dio e per la religione!
Le uniche cose che la Chiesa vieta stanno nei 10 Comandamenti????
Oh, su, cerchiamo di essere realisti. La Chiesa vieta fin troppe cose. O vorrebbe...
O meglio, coloro che la pensano in un determinato modo, vietano fin troppe cose o vorrebbero farlo.
E purtroppo sembrano ancora la maggioranza... e soprattutto sembrano avere ancora lo scettro in mano. Nei 10 Comandamenti non c'è scritto: non fate sesso. Ma la Chiesa lo vieta.
Così come vieta taaaante altre cose.
Faccio un esempio proprio elementare: l'attuale Papa ha tacciato la Saga di Harry Potter di essere via per la perdizione.
A parte la monumentale sciocchezza di tale affermazione (qualsiasi libro che parli di scelte coraggiose e sacrifici fatti per un bene comune non può essere negativo), dimostra anche l'ignoranza di tali persone riguardo all'argomento: i personaggi di Harry Potter tendenzialmente credono in Dio. E festeggiano il Natale.
Oh-ma-guarda-un-po'.
Si potrà obiettare che la Chiesa è fatta di uomini e che gli uomini non sono perfetti.... verissimo, ma il punto è che tali uomini detengono un potere e dettano delle regole, delle linee di condotta.
Ovviamente più ai vertici... ma prendiamo la piccola comunità che si affida al parroco... gli dona in tal modo un potere. Limitato, circoscritto alla comunità stessa, ma esistente. Egli può dunque essere in grado di influenzare l'opninione della comunità.
E se il parroco è uno di quelli che brucia i libri anche nel XXI secolo?
Da Queste Oscure Materie non traspare il rimpianto dell'autore "represso sessualmente" per non aver potuto "pomiciare" con le compagne delle elementari (

), né solo il suo odio per la Chiesa.
Oltre ad essere riduttivo e falso, onestamente tale giudizio mi sembra proprio una conferma di ciò che dicevo: se una cosa non è in linea con il pensiero della Chiesa o la critica in qualche modo... allora è perdizione, oscurità, frutto solo di menti malate e miscredenti; soprattutto per la tua domanda: "il romanzo ha avuto successo... fra gli atei?"
Chi crede non può che avversare tali romanzi? Chi crede deve per forza pensarla in un certo modo e quindi condannare opere di tal genere? Solo un non credente o un ateo può apprezzare tale storia? E apprezzarla significa essere per forza atei o, peggio, miscredenti?
Deludente. Molto.
Per favore... la realtà è molto più sfaccettata. Grazie al cielo.
Ciò che PP tratta è la pericolosità del potere in mano a certe persone, l'oscurantismo che può essere imposto, tutto per un solo motivo: impedire di ottenere conoscenza.
Perché la conoscenza porta a pensare, pensare liberamente, valutare, capire e... scegliere.
E magari capire che certi dettami imposti sono sbagliati e pertanto scegliere di non osservarli, scegliere di... uh, che terribile parola... ribellarsi.
Ribellarsi a delle regole sbagliate. E lottare per ottenere nuovamente la libertà, prima di tutto di vivere. Sottraendo in tal modo il potere a chi lo detiene.
Ovviamente, il tutto sempre nei limite delle regole di una società civile. Questo è scontato. E si spera, insomma... anche se a volte purtroppo le circostanze costringono a non limitarsi ad una ribellione pacifica, bensì a combattere anche fisicamente.
Il potere forse logora chi non ce l'ha... ma spesso, forse più spesso, logora anche chi ce l'ha, portandolo ad imporsi sugli altri.
Ed è precisamente ciò che la Chiesa ha fatto (come hanno fatto anche tiranni politici, ovvio).
E non parlo da miscredente che odia la Chiesa in modo viscerale, mi spiace, né da fan sfegatata di questa saga. Ho letto i libri e li ho apprezzati, ma non sono i miei libri preferiti. Parlo da persona con una certa dose di cultura e conoscenze, che pensa con la sua testa e valuta criticamente.
Come mi auguro sempre facciano anche gli altri... forse troppo ingenuamente... m'illudo.
Mi riferisco dunque a dati storici.
PP non ha fatto altro che prendere atteggiamenti e posizioni avuti dall'istituzione ecclesiastica (grazie all'ignoranza in cui venivano tenuti i popoli) nel passato della storia occidentale e trasportarli in un mondo e un'epoca più moderni (non che ora manchino... ma sembra che un qual certa dose di cultura e conoscenze ci sia, grazie al cielo... quantomeno quella minima che sembra bastare per impedire il ripetersi di certe situazioni, anche se i tentativi persistono), per... come dire... rilanciare il monito: "Attenzione a chi vuole imporci un modo di vivere, di pensare e vuole sottrarci la libertà di conoscere, valutare e scegliere".
Poi, inaspettatamente, il romanzo ha avuto un successone (probabilmente solo per lo stesso motivo per cui l'ha avuto il Codice Da Vinci: perchè sputtana la Chiesa, per la gioia di atei e miscredenti); così l'autore decide di continuare sulla stessa linea con due romanzi, stavolta lasciando perdere il magisterium e parlando apertamente della Chiesa.
La domanda è: se invece di prendersela con la Chiesa e ammazzare Dio, Pullman se la fosse presa con le sette sataniche e avesse ucciso il diavolo, il romanzo avrebbe perso qualcosa?
Secondo me no, anzi, ci avrebbe guadagnato! Sarebbe stata la classica lotta contro il male, che alla fine sarebbe stato sconfitto, come in ogni romanzo per bambini che si rispetti. (Sì, perchè in genere se un romanzo ha per protagonisti dei bambini, è perchè è destinato ai bambini).
Lyra avrebbe dovuto, per esempio, resistere alla tentazione di uccidere una sua rivale in amore, così avrebbe sconfitto il male.
Invece nel romanzo deve CEDERE alla tentazione... ma quale? da parte di chi? E perche' cedere alla tentazione salva il mondo?
Non ha nessun senso. Ha senso solo se la cosa a cui cedere è la cosa che la Chiesa ha vietato a Pullman di fare da bambino, e se la ribellione all'autorità e alle leggi è una cosa buona e giusta...

Posto che:
sono perfettamente d'accordo che anche se una storia fosse vista dal punto che tu ipotizzi, se ben scritta e strutturata, avrebbe successo e sarebbe sempre una bella storia... ribellarsi ad autorità e leggi è una cosa buona e giusta quando queste sono OBIETTIVAMENTE sbagliate ed ingiuste.
E nella saga di QOM è proprio così.
Lyra cede alla tentazione della conoscenza. La conoscenza che la rende libera.
Non alla tentazione dell'eventuale sesso.
La conoscenza.
E' questo il perno di tutta la storia.
Il Magisterium è potere fine a se stesso, tirannia, oscurantismo (anche nel senso di privazione di conoscenze), come lo è stata la Chiesa per secoli. Come a volte, seppur in misura MOOOOOOOOOOLTO minore a ciò che è stato, è ancora.
(Piccolo inciso sul Codice da Vinci: un ROMANZO avvincente... la teoria spinta un po' oltre... ma, tralasciando la soddisfazione che mi ha dato vedere scritto nero su bianco il principio che espressi a mia madre a 14 anni -"La Bibbia non ci è arrivata per fax dal cielo"-... attenzione, il tutto basato anche su affermazioni veritiere... davvero si crede che la religione cristiana non abbia preso nulla dalle quelle politeistiche? E questo non lo dice Dan Brown... lo dicono storici, esperti e insegnanti illuminati che fanno quel lavoro proprio a scopo culturale, per trasmettere conoscenze, lo insegnano anche al liceo...
Il punto è: perché avversare tanto un romanzo da leggere per distrarsi?
Perché tanta paura?...

Ma qui siamo OT)
Felice anno nuovo a tutti!!!
