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Introduzione a Queste oscure materie



Queste oscure materie
è una serie di libri dell'autore inglese Philip Pullman, pubblicati in Gran Bretagna a partire dal 1995. Pur non avendo goduto della stessa fortuna di pubblico in Italia (situazione che auspicabilmente muterà con l'uscita dei film), la trilogia ha vinto numerosi premi in patria e altrove, tra cui il prestigioso Whitbread Prize, mai prima d'ora conferito a un libro per ragazzi. In realtà, la maggior parte dei lettori di Queste oscure materie è composta da adulti, ben oltre gli undici anni proposti come età minima per la lettura.

Queste oscure materie è uno dei romanzi più ambiziosi nella letteratura contemporanea, e tuttavia è fruibile a livelli diversi: un ragazzo può restare affascinato dalla storia e dagli elementi fantastici; gli adulti coglieranno invece i riferimenti a Milton e Blake, e rifletteranno sui temi religiosi e filosofici che il libro solleva.


La serie è composta da una trilogia di romanzi, editi in Italia da Salani:


da un racconto pubblicato nel 2003:


da un racconto in uscita nel 2008:


e da un volume di prossima pubblicazione, il cui contenuto è ancora avvolto nel mistero:


La Bussola d'OroLa Lama SottileIl Cannocchiale d'Ambra

La Oxford di Lyra C'era una volta al Nord Libro della Polvere

 

La trama in cento parole

In uno degli infiniti universi paralleli al nostro, un  mondo in cui l'anima di ogni persona si manifesta in una forma animale visibile ed esterna al corpo, vive Lyra, una ragazzina di undici anni. Partita per il Nord per ritrovare un amico rapito da una misteriosa società segreta, Lyra si ritrova infine in un altro universo. Qui conosce Will, suo coetaneo, alla ricerca del padre scomparso dal suo mondo (che è il nostro). Insieme, Lyra e Will dovranno portare a compimento un'antica profezia e liberare tutti gli universi dal più terribile dei Tiranni.

 

Il titolo e i temi

[Per la trama dei singoli romanzi, si vedano le pagine relative in questa sezione. Per approfondire, si vedano le Interviste a Philip Pullman.]

Il titolo della serie proviene da questi versi del Paradiso perduto di John Milton, posti a esergo dell'intera trilogia:

 ... in quel selvaggio abisso,
grembo della Natura e, forse, tomba,
che non è mare o sponda, aria né fuoco
ma lor cause pregnanti in sé commiste
confusamente, in una lotta eterna,
se il Fattore Possente non costringe
queste oscure materie a farsi mondi,
nell'abisso selvaggio, cauto, Satana
sostava all'orlo dell'inferno, e vide,
e ponderò il viaggio...

John Milton, Paradiso perduto, Libro II (trad. Danilo Bramati)
Into this wild abyss,
The womb of nature and perhaps her grave,
Of neither sea, nor shore, nor air, nor fire,
But all these in their pregnant causes mixed
Confusedly, and which thus must ever fight,
Unless the almighty maker them ordain
His dark materials to create more worlds,
Into this wild abyss the wary fiend
Stood on the brink of hell and looked a while,
Pondering his voyage…

-John Milton, Paradise Lost, Book II

 

Le "oscure materie" sono dunque il caos primordiale, da cui il primigenio atto creativo di Dio ha tratto il cielo e la terra.

Al livello più superficiale, quello della narrazione, la trama del libro racconta la crescita e il raggiungimento della maturità, fisica e spirituale, da parte di due ragazzi, Lyra Belacqua e Will Parry, seguendoli nelle loro peregrinazioni attraverso l'infinita serie degli universi paralleli; il tutto sullo sfondo di una vicenda epica e metafisica.

La storia inizia, nella Bussola d'oro, con gli elementi più classici del genere fantasy (streghe, magia, orsi dotati di parola...); ma, soprattutto nel secondo e nel terzo volume, la trilogia acquista livelli allegorici di significato, aprendosi a influenze variegate, sia dal punto di vista scientifico (materia oscura, fisica quantistica, astronomia), sia da quello etico e teologico.

 

Influenze letterarie

La complessa serie di riferimenti intertestuali ai grandi classici della letteratura, che costituisce un tratto distintivo dell'opera di Pullman, è evidente già nella ricchezza delle citazioni poste in esergo ai capitoli: si va da Rainer Maria Rilke a Emily Dickinson, da Coleridge a Ruskin, da Byron a Donne a Keats a Pindaro, passando per la Bibbia.

I tre autori che - per ammissione dello stesso Pullman - più hanno influenzato la stesura della trilogia sono:

  • Heinrich von Kleist, Sul teatro delle marionette;
  • William Blake;
  • John Milton, Paradiso perduto: il modello diretto di Pullman, e la fonte del titolo dell'intera trilogia.

 

La controversia religiosa

[vedi anche: Censura? Il problema della religione nei film]

L'intenzione esplicita di Pullman è stata quella di offrire una rilettura "ribaltata" del Paradiso Perduto. "Ribaltata" in quanto Pullman rilegge al contrario il mito biblico di Adamo ed Eva, nell'ottica di una valorizzazione positiva della loro disobbedienza a Dio.

Eva e Adamo non si ribellano al Creatore per ottenere ricchezze, o benessere materiale, o per abbandonarsi ai sensi e alla fisicità; si ribellano invece perché nel frutto proibito c'è la conoscenza del bene e del male. Come può la sete di conoscenza essere un male, si domanda Pullman? E' proprio grazie al desiderio di sapere e apprendere che il genere umano può progredire e migliorarsi.

Le religioni organizzate, invece, limitando l'autonomia intellettuale e soffocando la libertà di pensiero, sono tese a impedire all'uomo di conoscere la sua vera natura. Questa posizione dell'autore si traduce, in Queste oscure materie, nella rappresentazione molto negativa dell'istituzione della Chiesa (o Magisterium), il cui operato si fonda sulla repressione, la censura delle scoperte scientifiche potenzialmente "eretiche", addirittura l'uccisione di bambini piccoli per "salvarli dal peccato".

Va sottolineato che questa Chiesa non coincide con nessuna Chiesa realmente esistente, ma è da intendersi come metafora del fanatismo religioso. Pullman spiega in un'intervista che la sua critica delle religioni organizzate "viene dalla storia. Viene dai registri dell'Inquisizione, dalle persecuzioni degli eretici e dalle torture inflitte agli ebrei e tutto il resto; e viene anche dall'altra parte, dai protestanti che bruciavano i cattolici. Viene dall'insensato accanirsi contro donne anziane, innocenti e pazze, e dai puritani che in America bruciavano e impiccavano le streghe - e non viene solo dalla Chiesa cristiana ma anche dai Talebani. Ogni religione monosteistica finisce col perseguitare gli altri, e ucciderli perché non li accetta. E' accaduto in ogni periodo storico, e accade ancora oggi."

Un altro concetto chiave del pensiero pullmaniano è quello di "repubblica dei cieli". Nelle sue parole:

"Il Regno dei cieli ci prometteva una serie di cose: ci prometteva la felicità, uno scopo per le nostre vite, l'impressione di avere un posto nell'universo, di avere un ruolo e un destino che erano nobili e splendidi: e così eravamo connessi alle cose. Non eravamo alienati. Ma ora che, almeno per me, il Re è morto, scopro di avere ancora bisogno di quelle cose che il paradiso mi prometteva, e non sono disposto a vivere senza quelle cose. Non credo che continuerò a vivere dopo che sarò morto, dunque se voglio ottenere quelle cose devo cercare di farle accadere - e incoraggiare altre persone a farle accadere - qui sulla terra, in una repubblica nella quale siamo tutti  cittadini liberi e uguali, e responsabili."


Aver affrontato tematiche così complesse e scabrose ha naturalmente attirato a Pullman molte critiche, soprattutto dagli ambienti cristiani più conservatori. Non sono mancate però voci positive anche nel clero, basti pensare all'arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams.