|
Elisa ci segnala un'interessante intervista della rivista Liber a Philip Pullman.
Perchè scrive?, viene chiesto all'autore. La riposta non si discosta molto da quelle già espresse in altre interviste: scrive per vivere, perché è quello che sa fare ed è quello che gli interessa fare...
I libri che sono stati importanti per la sua vita sono stati molti e diversi: Pullman rivela dei poliedrici gusti di lettura, anche se il suo interesse per le storie e il loro funzionamento gli fa prediligere la fiction. Tiene a precisare che non scrive per un pubblico predefinito, ma per tutti, e utilizza la metafora del cantastorie in una piazza che, se vuole l’obolo, deve riuscire ad interessare più persone possibili. E’attento ai lettori bambini, perché “loro si accertano che io non tenti di impressionare il pubblico con la mia sola abilità letteraria tanto da dimenticare di raccontare la storia”. Secondo Pullman la letteratura fantasy, nella quale include la Bibbia, Omero, Dante, Milton, fa così presa sulla gente perché parla di paure antichissime e costanti del nostro essere uomini. Alla domanda sul perché si è interessato così tanto alla giovinezza femminile, risponde che così è “libero di immaginare come può essere questa condizione”. Predilige il narratore onnisciente sia perché può essere, in modo anonimo, qualunque cosa, sia perché conosce i pensieri dei personaggi anche distaccandosi da essi. L’età vittoriana lo ispira molto per tre motivi: gli piace proprio quest’epoca, è il primo periodo storico ad essere riccamente documentato in maniera visiva, il linguaggio usato allora nella vita quotidiana può essere riprodotto in modo abbastanza ragionevole e verosimile. Secondo Pullman i bambini hanno apprezzato così tanto il personaggio di Lyra, anche al di là della disputa teologica, perché è nella loro stessa posizione: “prova a tirare fuori la verità dalle cose che sono importanti per lei” nonostante i segreti degli adulti.
Intervista di William Grandi, estratta dalla rivista Liber: libri per bambini e ragazzi, n° 76, ottobre-dicembre 2007. |