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Dev'esserci molta ignoranza in me...
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...quando inizio una storia."

Da dove trae le sue idee Philip Pullman? Cosa scriverà dopo la trilogia Queste oscure materie? Leggiamo insieme le risposte dell’autore, vincitore del premio Whitbread, alle domande dei lettori su Dio, Milton, Harry Potter e molto altro…


Intervista apparsa sul “Guardian Unlimited ”, 18 febbraio 2002
Traduzione di Ilaria Katerinov

Che consigli può dare a chi vuole scrivere narrativa? Da dove si inizia? Lei ha iniziato dai personaggi, o dalla trama, o ha deciso che voleva “rifare” Milton?

Non ho iniziato con delle idee – non lo faccio mai – devo iniziare con un’immagine, una scena, qualcosa del genere: qualcosa di intrigante che mi fa venir voglia di seguirlo e vedere cosa succede. Questo significa che non faccio un progetto, perché impedirebbe più cose di quante ne consenta. Dev’esserci molta ignoranza in me quando inizio una storia! Ma questo è solo il MIO metodo. Non necessariamente funziona per tutti. Milton era lì come guida, e anche Blake; ma mi sentivo autorizzato a non seguirli se li sentivo tirarmi la manica con troppa insistenza, per farmi andare dove volevano loro. Mi hanno guidato, ma non mi hanno condotto.

Quali libri ritiene di aver portato con sé dall’infanzia? E crede che continuino a influenzarla oggi come allora? E se sì, come?

La maggior parte dei bei ricordi che ho sulle mie letture infantili riguarda la poesia; ma adoro i libri dei Moomin, di Tove Jannson, e un classico della letteratura australiana per ragazzi intitolato The Magic Pudding, di Norman Lindsey. Mi influenzano? Non è facile dirlo, dalla mia posizione!

Ho letto Queste oscure materie due volte. Sono libri splendidi. Ma cosa pensa che scriverà ora?

Grazie! Il prossimo sarà un libro piccolo, una “favola” come i miei Clockwork e The Firework-Maker’s Daughter. Mi piace alternare libri brevi e lunghi.

Ho notato l’influenza che la sua scrittura esercita sul modo di pensare di questa generazione di bambini che leggono le sue opere; i suoi libri giocano un ruolo importante nel dar forma alla loro visione del mondo. Si sente preparato per il genere di adulazione che riceverà da queste persone quando cresceranno e si renderanno conto di quanto è stata positiva la sua influenza su di loro?
    Su cosa sta lavorando al momento? Si sente sotto pressione, per il fatto di dover “fare di meglio” rispetto a Queste oscure materie? E se sì, in che modo? E’ importante per lei il fatto di continuare a vendere milioni di copie, oppure le basta sapere di essere soddisfatto del suo lavoro?
    E infine, non mi è chiaro se lei ha deciso coscientemente di scrivere un’opera diretta a diverse fasce d’età, o se è stato un caso. Se è intenzionale, è una cosa difficile da realizzare, e intende continuare nel tentativo di suscitare quell’attrazione?


Lei è molto gentile. Non so se “adulazione” è la parola giusta – ma qualunque cosa sia, io ho un sano scetticismo nei riguardi dei risultati che ho ottenuto, e ho una famiglia che farà di tutto per evitare che papà si monti la testa; quindi Lei non ha nulla da temere a questo proposito. Se mi sento sotto pressione per far meglio di QOM? Non più della pressione che ho sempre avuto, e che mi creo da solo: la spinta a fare meglio che posso. E’ molto piacevole vendere tante copie (anche se non credo che siamo già nell’ordine dei milioni), ma significa anche un certo grado di sicurezza economica, così da poter continuare a scrivere senza bisogno di cercarmi un lavoro come postino. Il fascino esercitato su generazioni diverse… Mi piace immaginare che il mio pubblico sia onnicomprensivo, non lasci fuori nessuno. Chiunque voglia fermarsi e starmi ad ascoltare è il benvenuto.

Ho due domande. Primo, cosa ha influenzato la sua visione coraggiosa e innovativa della Chiesa e della religione? E secondo, chi è il suo autore/scrittore preferito?

La mia visione della Chiesa e della religione è stata plasmata semplicemente dalla lettura dei libri di storia. Gli impulsi originari dei grandi geni religiosi, tra i quali includo Gesù, erano per la maggior parte dottrine che tutti noi faremmo bene a studiare e seguire. Le chiese e i cleri ne beneficerebbero più di chiunque altro, ma non ne hanno il coraggio. Chi è il mio scrittore preferito? Impossibile! Ne amo troppi per menzionarne uno solo.

Crede che le religioni organizzate non abbiano alcun valore intrinseco?

Non direi questo, perché sarebbe sciocco; ovviamente molte congregazioni, di molte fedi diverse, fanno buone cose come raccogliere denaro per beneficenza. Nessuno potrebbe negarlo. Però, non appena si crea una struttura politica, con ranghi e gerarchie, sorge immediatamente la corruzione; arrivano persone che sono più interessate a scalare quelle gerarchie che a fare il bene. Il potere corrompe.

Davvero Lei non ha mai letto Il maestro e Margherita, come è scritto in un’intervista? Un libro così bello, e lo stile di Bulgakov è troppo unico perché si possa temere la sua influenza pervasiva.

E’ vero, non l’ho mai letto. Ma lo farò senz’altro, un giorno.

Sto pensando di sottopormi alla trapanazione del cranio: per Stanislaus Grumman sembra aver funzionato. La raccomanda come procedura per espandere la mente? Molte delle idee che troviamo nei libri di QOM hanno una base scientifica plausibile: l’idea degli universi multipli si ritrova nella fisica moderna, l’evoluzione delle ruote negli animali è stata oggetto di serie discussioni… Dove si inserisce in tutto questo la trapanazione?

La risposta è che non lo so. Personalmente, non lo farei. La trapanazione mi intrigava per via della sua diffusione universale, e perché sembra avere una qualche connessione con i rituali. Ma nessuno si avvicinerà a me con un trapano.

Lei crede in Dio?

Non vedo prove della sua esistenza, ma naturalmente ciò non vuol dire che non esista: solo che finora non l’ho mai incontrato. Inoltre, a mio modo di vedere, credere in Dio è un’ottima scusa per fare molte cose orribili che, se il credente non fosse tale, non si sentirebbe giustificato a compiere.

La signora Coulter è una creazione molto interessante. E’ come in Milton, dove Satana si prende tutte le scene migliori? Mi è sembrato (mi corregga se sbaglio) che lei fosse molto affezionato a questo personaggio, come Thackeray è affezionato a Becky Sharpe. Per me, come lettore, è molto evidente sulla pagina scritta.

Sì, ero (e rimango) molto affezionato alla signora Coulter. Era uno di quei personaggi cui lo scrittore deve avvicinarsi con cautela, perché non ero mai in grado di prevedere cosa avrebbe detto o fatto. L’affetto di Thackeray per Becky Sharpe è molto evidente, sono d’accordo! Mi è sempre piaciuto scrivere le scene con la signora Coulter; non aveva alcuna inibizione.

Cittàgazze è ispirata a Venezia? Come le è venuta l’idea per i daimon? Cosa succederebbe se gli umani mutassero profondamente nell’ultima parte della vita? E’ possibile? E i loro daimon cambierebbero con loro? Grazie!

Sì, dietro Cittàgazze c’è Venezia, ma molto dietro! C’è un bellissimo romanzo di fantascienza/fantasy scritto da Brian Aldiss e intitolato The Malacia Tapestry, che mi ha ispirato ancora di più. I daimon mi sono venuti in mente, temo: non posso essere più preciso. E la gente può davvero cambiare profondamente alla fine della vita? Credo che l’atteggiamento di base verso il mondo sia abbastanza costante. Le opinioni possono cambiare, ma le opinioni sono superficiali. La signora Coulter è cambiata, o è sembrato che cambiasse, ma il suo daimon è rimasto lo stesso; perché il sentimento che ora esprime per Lyra era lì da sempre, seppure ignorato.

Come si sente a essere il primo scrittore nella categoria “libri per ragazzi” a vincere il premio Whitbread? E perché crede che nessun autore per ragazzi avesse mai vinto il premio finora?

Sono felice e molto onorato di aver vinto il Whitbread, e davvero non ho idea del perché finora non l’avesse mai vinto un libro per bambini. Ho sempre pensato che prima o poi sarebbe successo; sono stato molto fortunato perché quel libro per bambini è stato il mio.

Ho più di quarant’anni, e trovo ridicolo che questi libri siano definiti “per bambini” o “per adolescenti”. La trilogia dovrebbe almeno essere classificata come “fantasy”. Trova frustrante essere etichettato così? A proposito, credo che alcuni dei suoi libri veramente per bambini siano bellissimi e a volte piuttosto spaventosi.

Quando scrivo, non considero l’insieme dei miei lettori come frammentato. Voglio includere più persone possibile: certo anche i bambini, ma non vuol dire lasciare fuori gli altri. Quanto alle etichette, non credo che ormai me ne appiccichino addosso più di tanto; penso che ormai la gente abbia colto il messaggio.

Lei è paragonato a molti autori: Tolkien per via del fantasy, Rowling per i ragazzi, Lewis perché parla di Dio. A chi si sente più vicino? Michael Moorcock?

Mi sento vicino all’autore che di volta in volta sto leggendo. Al momento è Thomas Mann, La montagna incantata. E alla fine non ha importanza in cosa credo, io sono solo il narratore. Forse avete già sentito quel saggio consiglio: “Credi alla storia, non a chi la racconta”. Qualunque cosa io possa dirvi avrebbe ben poca importanza in confronto a ciò che la storia stessa vi dice. Attenetevi a questo, e io perderò ogni importanza.

Scommetto che sarà stanchissimo dei continui paragoni con una certa altra scrittrice per ragazzi, quindi la mia domanda è questa. Cosa crede che dovrebbe succedere alla fine di Harry Potter 7?

Quello che secondo me dovrebbe accadere è questo: credo che JK Rowling dovrebbe scrivere le parole “THE END” sull’ultima pagina, e poi prendere un foglio bianco e scrivere: “CAPITOLO 1”… e iniziare un nuovo libro.

Ho solo dieci anni, e ho trovato alcune parti del libro piuttosto complicate; ma non per questo meno avvincenti. Ho qualche domanda per Lei. Quale dei tre libri è il suo preferito? Come ha ideato questi personaggi stupendi? E qual era il suo libro preferito quando era bambino?

Non considero i tre libri come entità separate. Sono una sola storia! I personaggi mi sono soltanto venuti in mente, temo. Il mio libro preferito era The Magic Pudding di Norman Lindsay: è il libro per bambini più divertente che sia mai stato scritto.

Quale metodo segue per creare i nomi dei personaggi? Il personaggio viene prima del nome o viceversa? Quanta importanza crede che abbiano i nomi nelle storie in generale, e in particolare nelle sue storie?

I nomi sono molto importanti, ha ragione. A volte mi vengono in mente all’improvviso, altre volte devo andarli a cercare da qualche parte. Il nome Serafina Pekkala l’ho preso dall’elenco del telefono di Helsinki, per esempio.

Sentite congratulazioni. Quando uscirà il suo prossimo libro, e in generale di cosa parlerà? Crede probabile che prima o poi tornerà a scrivere libri per adulti?

Il prossimo libro sarà una breve favola. Quanto alla fiction per “adulti” non saprei, ho già molti lettori adulti!

Alla luce del successo cinematografico di Harry Potter e  Il signore degli anelli, crede che dai suoi libri saranno tratti dei film? Crede che la trilogia potrebbe funzionare in quel formato? Altre sue opere (oltre I was a Rat) sono state adattate per la televisione? Qual è il suo ruolo nella stesura della sceneggiatura? O preferisce delegare completamente?

Be’, i diritti cinematografici sono stati venduti, quindi immagino che a un certo punto un film si farà. Io mi siedo sul sedile posteriore: non voglio essere coinvolto, anche se non mi dispiace essere consultato. Il cinema non è il mezzo espressivo di uno scrittore, e se c’è un bravo regista l’interferenza dell’autore è dannosa e controproducente, secondo me. E poi, sono impegnato con il mio prossimo libro.



 
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