Chi e' online

Abbiamo 5 visitatori online
Home arrow Philip Pullman arrow Interviste arrow Pullman e il cristianesimo
Pullman e il cristianesimo PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Pullman e il cristianesimo
Pagina 2
Pagina 3


Non è corretto affermare che molto del male commesso nell'ultimo secolo è stato ad opera di regimi che erano ateistici, se non scientisti? Il nazismo, per esempio, non era forse basato su una lettura distorta del darwinismo?

Sì, ma da un punto di vista psicologico funzionavano esattamente come le religioni. Avevano un libro sacro che forniva una spiegazione della storia, che trascendeva qualsiasi altra spiegazione, al punto da essere indiscutibile. C'erano i grandi profeti - Marx, Engels, Lenin, Stalin, Mao Zedong: uomini così superiori alla razza umana che potevano essere venerati come dèi. Venivano trattati esattamente come il papa. Ogni parola che dicevano, ogni cosa che toccavano, era sacra; i loro corpi dovevano essere preservati e venerati come reliquie, in fila indiana, con un silenzio reverenziale. Il fatto che proclamassero la non esistenza di Dio non voleva dire nulla: era comunque una religione, e agiva come agiscono tutti i sistemi religiosi.

Be', forse sì. Ma Lei insiste che il problema del monoteismo è che conduce le persone a comportarsi in modo oppressivo. Guardando indietro all'ultimo secolo, potremmo dire che anche l'ateismo conduce a comportarsi così. E nessuna autorità cristiana ha mai ucciso le decine di milioni di persone che ha ucciso Stalin.

No, ma dategliene soltanto la possibilità! Se ne avessero avuto l'occasione...

Anche fatte le debite proporzioni. Inoltre, credo ci siano ottime prove che l'Inquisizione ha mandato al rogo molte meno persone dello Stato laico francese.


Oh be', dev'essere stato un pensiero confortante, mentre le fiamme lambivano loro i piedi...

Credo che le religioni siano casi particolari della generale tendenza umana a esaltare una dottrina sopra tutte le altre: qualunque essa sia, che sia marxismo, islam o qualsiasi cosa, c'è una deprimente tendenza degli uomini a dire: "Noi possediamo la verità e ti uccideremo perché tu non ci credi".

Quando ha compreso che il cristianesimo non la convinceva? E cos'è stato a far traboccare il vaso?

E' stata la tipica fase di dubbio che ha luogo nell'adolescenza. Cominciò a sembrarmi impossibile riconciliare la storia della creazione con le dottrine della scienza. Diventò sempre più implausibile che la vita continuasse dopo la morte del corpo. Le pretese di verità proprie di alcune religioni - l'ascesa al cielo della Vergine Maria, l'infallibilità papale - mi parvero una tale pazzia delirante...

Ma Lei è stato educato nella religione anglicana.

Sì, ma erano cose come quelle...

Può essere più specifico su cosa intende con l'espressione "repubblica dei cieli" [republic of heaven], che appare nell'ultima riga dell'ultima pagina del Cannocchiale d'ambra?

Il Regno dei cieli ci prometteva una serie di cose: ci prometteva la felicità, uno scopo per le nostre vite, l'impressione di avere un posto nell'universo, di avere un ruolo e un destino che erano nobili e splendidi: e così eravamo connessi alle cose. Non eravamo alienati. Ma ora che, almeno per me, il Re è morto, scopro di avere ancora bisogno di quelle cose che il paradiso mi prometteva, e non sono disposto a vivere senza quelle cose. Non credo che continuerò a vivere dopo che sarò morto, dunque se voglio ottenere quelle cose devo cercare di farle accadere - e incoraggiare altre persone a farle accadere - qui sulla terra, in una repubblica nella quale siamo tutti  cittadini liberi e uguali, e responsabili.

Ora, questo che cosa richiede? Richiede tutte le migliori qualità delle cose. Non dobbiamo escludere nulla. Se la Chiesa ci ha detto, per esempio, che perdonare i nostri nemici è una buona cosa, e se a noi sembra una cosa positiva da fare, allora dobbiamo farlo. Se, d'altro canto, coloro i quali si sono battuti contro la Chiesa ci hanno mostrato che la libertà di ricerca e l'esplorazione scientifica non imbrigliata sono buone cose - e io credo che lo siano - allora dobbiamo considerare buone anche quelle.

Ogni cosa che ci sembra buona - e che non solo "ci sembra" tale, ma che possiamo vedere come buona alla luce della sapienza che accumuliamo crescendo, e leggendo i libi di storia, e imparando dalle nostre esperienze eccetera - da qualunque parte provenga, e chiunque sia stato a insegnarcela, facciamone uso: facciamo ciò che è in nostro potere per rendere questo mondo un po' migliore di come è.

E, tra parentesi, è questa una delle mie obiezioni a Lewis: i bambini dei libri di Narnia che sono passati attraverso tutte quelle esperienze non hanno il permesso di restare in quel mondo e renderlo migliore per gli altri: sono condotti in gran fretta in paradiso. Questo non è un atteggiamento cristiano.

Ma a Narnia hanno trascorso parecchio tempo, no? Come re e regine, portando pace e giustizia?

Non in questo mondo. Sono ancora bambini. Sono in vacanza con i genitori e muoiono tutti in un incidente ferroviario. E' una cosa grottesca.

Magari è un difetto artistico...

Grosso come un macigno, però.

Sembra soddisfare molte persone.

Quando l'ho letto io, mi ha disgustato.

Lewis per me è un personaggio contraddittorio. Detesto le Cronache di Narnia, e detesto la cosiddetta Trilogia dello spazio, perché si basano su un'ideologia orribile. Ma quando Lewis parlava di come si scrive per i bambini, e della letteratura in generale, era molto, molto acuto e ha scritto cose molto profonde e sagge. Come critico... E come psicologo, le Lettere di Berlicche per esempio, è piena di roba intelligentissima su cosa vuol dire essere tentati. Lo giudico molto positivamente, ma al contempo odio ciò che ha voluto fare nella sua narrativa.

Per tornare alla sua repubblica: molte persone oggi non vogliono vivere né in una monarchia né in una repubblica, ma in una sorta di anarchia morale. "Purché io non danneggi nessun altro" dicono "potete anche lasciarmi in pace."

Sì, be', io a questo mi oppongo.

Ma un problema che molti cristiani vedono nell'ateismo è...

La certezza dogmatica.

Stavo per dire che la sua logica conclusione sembra essere il nichilismo.

Posso esplicitare la mia posizione sull'ateismo? Non so se sono un agnostico o un ateo. Sono entrambe le cose, dipende dal punto di vista.

La totalità di ciò che so non ammonta ad altro che al più minuscolo barlume di luce nell'oscurità pervasiva e sconfinata delle cose che non so: tra cui il numero di atomi che compongono l'Oceano Atlantico, i pensieri che frullano in testa al mio vicino di casa in questo momento, cosa sta succedendo due miglia sopra la superficie del pianeta Marte. In questo buio illimitabile ci potrebbe essere Dio, e io non lo so, perché non lo so.

Ma se noi guardiamo a questo barlume di luce e ci avviciniamo a esso, come una cinepresa che fa lo zoom, espandendolo gradualmente fino a ritrovarci qua, seduti in questa stanza, circondati da tutte le cose che invece sappiamo - che ore sono, come si arriva a Londra in macchina, e tutte le altre cose che sappiamo, che abbiamo letto sulla storia e che possiamo scoprire sulla scienza - da nessuna parte, in questo insieme di conoscenze disponibili per me, vedo la minima traccia dell'esistenza di un Dio.

Dunque, entro questo piccolo cerchio di luce sono un ateo convinto. Ma quando faccio un passo indietro riesco a vedere che la totalità di ciò che so è molto piccola, a paragone della totalità di ciò che non so. Dunque, questa è la mia posizione.

Molte persone traggono dal Cannocchiale d'ambra la certezza che Lei sia ateo.

Possono trarne ciò che vogliono. Ovviamente, io non dico "Non esiste un dio". Io dico: "C'è un Dio, e sta morendo"; e sta morendo - la cosa di cui sono più soddisfatto - in seguito a un atto di carità. E se ne va "con un sospiro del più profondo ed esausto sollievo".

Ma Dio è un impostore...

E' il primo angelo...

Che è, lui stesso, il prodotto accidentale di un universo senza senso.

Non è privo di senso. Lo era prima, ma non lo è più.

E' questo l'errore che fanno i cristiani, quando dicono che se sei ateo allora devi essere un nichilista e nulla significa più niente. Be', queste sono sciocchezze, come scopre Mary Malone. Ora che sono consapevole, ora che sono responsabile, c'è un significato, e consiste nel rendere migliori le cose e nel lavorare per il bene comune e per aumentare la sapienza. Questo è il significato che io do, e proviene dalla consapevolezza che io ho della mia posizione. Non è affatto nichilismo. E' molto lontano dal nichilismo.



 
< Prec.