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Il Libro della Polvere e l'ateismo di Pullman |
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Scritto da Ilaria
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mercoledì 01 agosto 2007 |
Scrive il Times: "Philip Pullman è al lavoro su un sequel della pluripremiata trilogia Queste oscure materie; la nuova opera, dice l'autore, getterà nuova luce sul suo ateismo..."
In un'intervista alla Literary Review, Pullman dice che il Libro della Polvere conterrà la sua risposta alle accuse secondo cui i precedenti tre libri dipingevano la religione organizzata come esclusivamente repressiva.
"E' un tema di grande importanza" commenta Pullman, "e sto scrivendo un libro molto, molto grosso per rispondere esattamente a quella domanda. Non voglio anticipare troppo per il momento. La domanda interessante, la domanda curiosa è questa: se la gente può essere aiutata da qualcosa che è palesemente non vero, non è forse meglio così, piuttosto che negare la cosa non vera e non essere aiutati?"
I contenuti del Libro della Polvere sono ancora oggetto di molte speculazioni. In origine si era pensato che il progetto consistesse in un'opera enciclopedica, che doveva servire a orientare il lettore nei mondi di Lyra; ma ora sembra che si tratterà di un romanzo. Pullman ha confermato nel 2003 che avrebbe sviluppato una storia a partire da Lyra e gli uccelli, ambientato qualche anno dopo la fine del Cannocchiale d'ambra e incluso nella Oxford di Lyra, un piccolo volume che accompagna la trilogia.
Nel numero di questo mese della Literary Review, Pullman spiega come l'idea originale della trilogia sia sorta a partire dal personaggio di Lyra, piuttosto che dal desiderio di affrontare il tema della religione. "All'inizio volevo scrivere la storia di una ragazzina che entra in una stanza dove non dovrebbe entrare, e deve nascondersi quando entra qualcuno, e per caso sente parlare di qualcosa di cui non dovrebbe sapere niente. Il tema religioso si è evoluto come parte di ciò contro cui Lyra deve combattere, e ciò a cui deve rinunciare."
Quel discorso sulla religione si fonda in gran parte sul Teatro delle marionette, un saggio del drammaturgo prussiano Heinrich von Kleist, che aveva impressionato profondamente Pullman quindici anni prima.
"Tutto ciò che sono riuscito a dire in 1300 pagine è contenuto in quel saggio. Kleist dice che noi esistiamo lungo uno spettro che va dall'inconscio al pienamente cosciente, e una volta lasciata dietro di noi la grazia innocente non possiamo più tornare indietro, ma soltanto andare avanti: attraverso la vita, attraverso l'educazione, attraverso la sofferenza, attraverso l'esperienza, verso quella cosa che giungiamo a chiamare saggezza, e che si trova all'estremo opposto dello spettro.
"Naturalmente, come si usava dire ai tempi della Prima guerra mondiale, non ci sono atei in trincea. Ma se ti abitui a pensare con onestà a ciò che fai, puoi forse mettere da parte quell'onestà quando sei in trincea? E' molto difficile; molto più difficile tenere a freno quello stato d'animo che non essere un semplice credente."
Per ulteriori informazioni vi rimandiamo alla nostra Scheda del Libro della Polvere. E permetteteci un consiglio: dopo aver letto Il teatro delle marionette (lo trovate tradotto in italiano presso Il Nuovo Melangolo), rileggete il capitolo 13 della Bussola d'oro, che si intitola "Scherma"... |